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Il pluralismo della comunità islamica e della certificazione halal



Negli ultimi mesi abbiamo assistito in Italia ad azioni di disturbo nell'ambito della certificazione halal con la falsa pretesa da parte di qualcuno di presentarsi quale unico interlocutore per le aziende italiane. La certificazione halal in Italia è un'attività che esiste da oltre vent'anni. Si è trattato soprattutto di attività locali, legate ai singoli centri islamici o imam che supervisionavano alcuni macelli in base a ciò che avevano imparato nei propri Paesi d'origine. L'iniziativa "Halal Italia" è stata appoggiata da quattro Ministeri italiani perché è stata la prima a definire uno standard di certificazione attraverso l'elaborazione di un disciplinare e la creazione di un sistema qualità che potessero dare alle aziende italiane la serietà di una certificazione religiosa riconosciuta anche a livello internazionale. Halal Italia e la CO.RE.IS. hanno richiesto e ottenuto tale riconoscimento dalle istituzioni italiane senza reclamare nessun esclusivismo, promuovendo una buona pratica a beneficio di tutta la comunità islamica in Italia in un'ottica di dialogo e cooperazione con altre organizzazioni che lavorano con serietà in Italia e all'estero. Confidiamo che le aziende e tutti gli operatori di settore sappiano eseguire le opportune verifiche e riconoscere come l'ortodossia religiosa insieme all'onestà intellettuale e a una prassi etica si riflettano anche nel pluralismo e nella libertà religiosa che costituiscono gli unici veri presupposti per una reale professionalità anche in questo ambito.

21 giugno 2012